Se convivo con la demenza, la gentilezza, la dolcezza e la tenerezza, sono gli ingredienti che desidero tu mi offra quando entri in relazione con me

Sia nella veste di familiari che di operatori socio sanitari siamo principalmente focalizzati nel prenderci cura delle persone fragili, offrendo loro  il nostro aiuto nelle pratiche assistenziali focalizzandoci sul ”fare”, senza spesso ricordare di avere di fronte a noi una “persona” che ha prima di tutto il desiderio di essere riconosciuta , accolta e rispettata con i suoi desideri ed abitudini.

Ogni persona con la quale entriamo in relazione  ha bisogno di “sentire “ la nostra presenza rassicurante, il nostro desiderio di offrire supporto .

La relazione con le persone inizia sempre da un contatto attraverso lo sguardo, io ti guardo, tu mi guardi, non possiamo guardare la persona senza essere guardati.

La relazione nasce da una danza di sguardi,  da quel contatto che non necessariamente riguarda il toccare la persona, ma dall’offrirgli con gentilezza, con garbo,  con tenerezza la nostra presenza senza forzare, accogliendo  le sue difficoltà, il suo pudore, il suo desiderio di poter essere ancora capace e non dovere per forza ricevere assistenza. Dobbiamo imparare ad  avere la capacità di essere complici nel ricreare istanti di vita capaci di sottolineare tutta la bellezza che insieme riusciamo  a cogliere in ogni  istante vissuti con loro.

Molto spesso l’idea del prendersi cura delle persone è legato alla cura del corpo, alle pratiche igieniche, alla cura dell’abbigliamento pulito ed ordinato.

Tutto questo è  sicuramente utile per far star bene i nostri cari, ma spesso queste non sono azioni così  importanti per il loro benessere quando durante la stagione fredda il loro corpo manda segnali di dolore dovuti alla presenza della febbre alta, alla tosse, o difficoltà a respirare.

Nel momento in cui le persone che convivono con la demenza soffrono, hanno bisogno di sentirci vicini,  perché spesso non riescono a riconoscere i sintomi come conseguenza dello stato influenzale e provano un grande senso di paura, di smarrimento.

Un semplice gesto di tenerezza, una carezza, un bacio in fronte, passare del tempo con loro semplicemente tenendogli una mano tra le nostre o applicare  un velo della loro crema preferita, cogliere l’opportunità di rimboccare  bene le coperte  per donare un abbraccio, o ancora offrire una calda tisana da bere in nostra compagnia, tutte queste sono attenzioni che riscaldano il nostro e il loro cuore.

Le emozioni che loro sono ancora in grado di provare durante questi intensi momenti vissuti insieme sono i rimedi più efficaci per alleviare le sofferenze che i mali di stagione possono regalare loro

Solo quando coglierete dai loro comportamenti  che il loro corpo desidera muoversi, potete coglierete l’occasione per offrirvi di accompagnarli in bagno, anche semplicemente per proporgli di togliere il pigiama o la camicia da notte e  per indossare dei capi più caldi o confortevoli.

Vi  accerterete prima di entrare con loro nella stanza da bagno, che sia ben riscaldata, preparerete gli indumenti puliti sopra un termosifone, li aiuterete  a scoprire inizialmente il busto ed offrirete  loro una manopola di spugna che avrete bagnato nell’acqua molto calda e strizzata invitandoli a lavarsi da soli, interverrete voi solo nel momento in cui loro vi chiederanno di aiutarli o noterete che sono in difficoltà, sempre senza forzare, poi farete indossare la maglia ben riscaldata e vi stupirete come loro apprezzino questa sensazione di calore e come tutta questa vostra premura predisponga il vostro caro ad accogliere il vostro aiuto per proseguire il momento dedicato alla cura del loro corpo.

In commercio esistono anche delle salviette o manopole per l’igiene del corpo imbevute di prodotto detergente che non richiedono l’uso dell’acqua o il risciacquo, possono essere messe in microonde con la busta nella quale sono conservate per essere riscaldate prima dell’uso. Sono molto utili per le persone che soffrono di  arrossamenti  all’inguine o nella zona sotto mammaria per le donne. Non sono molto apprezzate dalle persone anziane perché le manopole di cotone o le spugne sono strumenti che hanno fatto parte della loro vita e delle quali riconoscono le funzioni.

Vivere accanto ad una persona che convive con la demenza porta con se a volte fatica e sofferenza ma se impariamo a guardare i nostri cari con occhi nuovi scopriremo un mondo di possibilità :

“ Ho imparato che tra le pieghe della malattia pulsa e germoglia la più grande scuola della Vita: il dolore che attraversato si trasforma in nuove possibilità. La malattia non è venuta solo a portare via, ogni giorno essa viene trasformata in sguardi, carezze, sorrisi inaspettati, capaci di diventare ricordi inossidabili per il tempo dell’assenza”.

Letizia Espanoli

Materiale di libero utilizzo per la stampa