Inaspettati doni della mia demenza

Sto provando una Libertà che non avevo mai sperimentato prima; sono meno inibita, più rilassata.

Non mi sento più così frustrata dalle difficoltà che la demenza mi crea…  rido di più degli errori, sono a mio agio con la mia malattia. […]

La vita è certamente diversa, ma non è terribile. Mi concentro sugli aspetti positivi e vivo assaporando questo giorno, questo momento.

Alcuni dei recenti cambiamenti che mi rendono meno inibita significano che non mi preoccupo più delle cose come invece facevo una volta.

Mi sono sempre assicurata di seguire tutto ciò che la società dettava: come vestirsi, cos’era appropriato che qualcuno della mia età facesse e come dovesse comportarsi… ero così affascinata da tutte quelle cose.

Adesso invece rido di più, sono più spensierata, più libera.

Faccio quello che mi rende felice.

Certo, mi importa ancora degli altri, voglio ancora essere di aiuto, ma ora posso farlo con meno restrizioni.

Se la demenza mi ha portato in questo posto, allora sono grata per l’opportunità di vivere veramente, di sperimentare la gioia con maggiore autenticità.

Tuttora ci sono molti giorni e molte cose decisamente più difficili da attraversare, ma posso dire che mi diverto tanto di più.

Ho colto delle opportunità che non avrei mai potuto avere, se non fosse stato per la mia demenza: come parlare alle Nazioni Unite a New York e alla conferenza mondiale sull’Alzheimer a Chicago. […]

Ho incontrato così tante persone fantastiche grazie alla mia diagnosi.

E adesso sono felice qui, esattamente in questo posto.

Articolo scritto da Christine Thelker e tradotto da Patrizia Gottardi

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