Il cibo è fonte di vita ed energia e rappresenta anche un mondo emotivo che, nella relazione con i propri cari, diventa un linguaggio che ogni giorno dice “ti voglio bene”.
Rappresenta uno scambio affettivo tra te e il tuo caro quando egli mangia volentieri le pietanze che hai preparato con tanta cura, trasformandosi in uno sfinente senso d’impotenza quando invece egli rifiuta in una e più occasioni a seguire.
La riduzione dell’appetito in una persona anziana è fisiologica, si spendono meno energie a seguito della riduzione dell’attività fisica e quindi il corpo richiede meno cibo. Quando la persona vive con la demenza possono subentrare altri fattori che assumono talvolta la caratteristica della temporaneità e che non tengono sicuramente conto del tuo impegno e della tua preoccupazione di carepartner impegnato a fare del proprio meglio.
Andiamo a curiosare nel mondo delle possibilità ed a scoprire come possiamo “istigare” i nostri cari a mangiare.
Gli strumenti che ci servono sono: nuove idee, pazienza, creatività, e coraggio per sperimentare e fare del nostro meglio per non cadere nello scoramento.
Indaghiamo, per prima cosa, possibili cause legate alla salute:
- Sta prendendo farmaci? Nuovi farmaci? Verifica con il tuo medico se tra gli effetti collaterali c’è la perdita del gusto, dell’olfatto o dell’appetito. Il medico potrà consigliare un diverso preparato o qualcosa per ridurre l’effetto collaterale.
- Hai guardato dentro la sua bocca? Vedi lesioni tipo afte o piccole fessurazioni? Come sono i denti? Tutti abbiamo provato, almeno una volta, l’esperienza di una piccolissima lesione o un dente cariato e ne conosciamo il dolore. E se il suo unico modo per dirti “ho dolore ai denti; ho dolore in bocca” fosse proprio rifiutarsi di mangiare?
- Indossa una protesi dentaria? Nel tempo, complice talvolta una riduzione del peso corporeo, la protesi può ballare in bocca e muovendosi creare dolore. Oppure un residuo di cibo infiltratosi può aver creato una lesione sulle gengive. Anche in questo caso il rifiuto può rappresentare una modalità per dirci “la protesi mi da fastidio, mi crea dolore”.
Se le nostre indagini escludono problemi di salute le opportunità si moltiplicano…
- Un programma regolare di pasti e spuntini: non possiamo fare affidamento sulla capacità del nostro caro di “avvertire il senso di fame” ma possiamo fare affidamento sulla capacità del corpo di abituarsi ad essere pronto a mangiare in determinati orari. Impostare orari fissi nei quali proporre la colazione, il pranzo e la cena, insieme agli spuntini di metà mattina e metà pomeriggio e magari qualcosina prima di andare a letto può rappresentare una prima soluzione.
- Un programma flessibile: può essere altrettanto utile non “fissare orari rigidi” nei quali offrire i pasti, ma cogliere l’istante nel quale il desiderio di quel cibo particolare si presenta. Pensiamo a quanto potrebbe essere invitante il profumo che si espande nella cucina mentre sta cuocendo una torta… non senti già l’acquolina in bocca e la voglia di mangiarne una fetta appena sfornata? Vuoi provare una ricetta semplice semplice che puo’ far scatenare la voglia? Sente-mente® ti consiglia la Banana Bread. Puoi scaricare la ricetta a questo link https://www.dropbox.com/s/hu7anhst2xhgklf/banana%20bread%20-%20le%20ricette%20consigliate%20da%20sente-mente%C2%AE.pdf?dl=0
- Porzioni più piccole e ricche di nutrienti: quando non hai fame e ti viene proposto un piatto pieno si può innescare un senso di fastidio che ti stimola a rifiutare il cibo, anche quando la pietanza è la tua preferita. La soluzione si può trovare in un piatto di dimensioni più piccole, ad esempio puoi sostituire il piatto piano con quello che di solito si usa per servire la frutta o il dolce, e con porzioni più piccole. L’effetto visivo ha la sua importanza in quanto il tuo caro non si sentirà sopraffatto dal ritrovarsi davanti una grande quantità di cibo e sarà maggiormente stimolato ad “assaggiare”. Se questa soluzione è funzionale puoi provare ad aumentare il numero dei pasti, riducendo le quantità e aumentando la qualità nutrizionale. La tua fantasia culinaria potrà scatenarsi nel preparare cibi contenenti uova, avocado, carne trita, formaggio, olio d’oliva, ricotta, mascarpone, ecc. Per facilitare il tuo compito potrai preparare in anticipo quantità normali o abbondanti da suddividere in piccole porzioni, da conservare e pronte da scaldare nei vari momenti della giornata.
- I colori in tavola: il colore della tovaglia, delle stoviglie e del cibo hanno la loro influenza per rendere il momento del pasto un momento piacevole e stimolante. Preparare la tavola con i colori preferiti dal tuo caro e con quell’accuratezza che gli farà sentire tutta la tua attenzione per lui, farà sicuramente la differenza.
- Come mangia? La ridotta capacità di utilizzare forchetta, cucchiaio e coltello, può scatenare il comportamento di rifiuto. Oggigiorno si può scegliere tra una miriade di utensili adattivi che possono ridurre le difficoltà legate all’utilizzo di stoviglie tradizionali ma, usciamo dagli schemi, hai mai sentito parlare di “finger food”? Significa “mangiare con le mani”: ci hanno insegnato che non si fa, che non sta bene, che non è buona educazione. Butta via tutte le credenze e provaci. Fallo anche tu: prepara un pranzo che sia adatto ad essere “mangiato con le mani” prepara sul tavolo solo i piatti necessari a contenere il cibo. Magari invita i tuoi nipotini e i tuoi figli a questo “straordinario” pranzo. Ti stupirai di quanto può essere un mezzo per innescare l’appetito in un clima di giocosa tenerezza che, invece di sottolineare le difficoltà, aumenta le opportunità. Proponi questa modalità con una certa frequenza e sostituisci il pranzo o la cena tradizionali con questa nuova modalità. Potrai preparare straccetti o crocchette, bastoncini di pesce, polpette, verdure cotte al vapore come carote, finocchi, peperoni, zucchine, cavolfiore, cetrioli, ecc.
- Osserva il comportamento alimentare del tuo caro: potrai notare come egli può preferire pasteggiare tutto il giorno, piuttosto che sedersi a tavola agli orari tradizionali. In questo caso tieni sempre a disposizione degli snack sani, nutrienti e deliziosi facili da mangiare: bastoncini di formaggio, yogurt intero, frutta a cubetti (fresca o confezionata), cracker, ricotta, latte (che puoi arricchire con cacao o cioccolato o miele).
- Il sapore dolce: con l’avanzare dell’età potrebbe aumentare la voglia di cibi dal sapore dolce. Aggiungere del miele ai cibi salati li può rendere molto più appetibili .
- Talvolta il problema può essere nella masticazione che non è dolorosa ma stancante. Puoi in questo caso cambiare la consistenza preparando cibi morbidi o più liquidi come zuppe (arricchite con panna e formaggio grana, olio d’oliva e purea di verdure o carne), frullati di frutta ai quali aggiungere yogurt, centrifugati di frutta e verdura, cioccolata calda, gelato artigianale di buona qualità, budino, ecc.
Un ultimo suggerimento: tieni traccia di ciò che accade. Prendi un bel quaderno e delle penne colorate e annota ogni giorno i cibi che il tuo caro ha gradito, la modalità che egli ha trovato più agile per mangiare, e anche ciò che non gli è piaciuto o che ha scatenato comportamenti speciali. Gli orari e tutte le informazioni che possono esserti utili per creare il miglior piano strategico per invitare la persona che ami a mangiare.
Sarà un nuovo modo con il quale accompagnare il tuo caro con il tuo amore di carepartner e che illuminerà le vostre giornate di nuove occasioni di complicità.
Articolo scritto in collaborazione con Giorgina Saccaro, Felicitatrice Master del Sente-mente® modello.
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