Incontri gratuiti, laboratori e progetti pensati per la comunità. Ogni progetto e laboratorio Sente-Mente® nasce da una convinzione: la demenza cambia molte cose, ma non cancella il bisogno di amore, dignità e relazione. Esperienze concrete con cui famiglie e comunità possono vivere momenti che trasformino la fatica quotidiana in possibilità di relazione.
Sente-mente® Caffè
C’è un momento, nella vita di chi accompagna una persona con demenza, in cui si smette di cercare risposte e si inizia solo a sopravvivere al giorno.
Il Sente-Mente Caffè nasce per quel momento. È uno spazio emotivo e fisico da vivere insieme, tu e la persona che ami. E insieme scoprirete che tra voi è ancora possibile qualcosa di bello.
Cosa succede al Sente-mente Caffè
Una volta al mese, in un caffè reale e accogliente, persone che vivono con la demenza e i loro familiari si incontrano guidati da un Felicitatore® formato Sente-mente. Ogni incontro propone momenti concreti, emotivi, relazionali che mostrano ciò che la fatica quotidiana fa dimenticare: la persona che ami è ancora lì. Sente. Risponde. Ti riconosce nel cuore, anche quando non riesce più a farlo con la mente.
E quello che vivi al Caffè puoi portarlo a casa: nella settimana, nei gesti piccoli, nel modo di stare vicino.
A chi è dedicato
- Alle famiglie che si sentono sole con una diagnosi, e a chi ha smesso di sperare che le cose possano essere diverse.
- A chi vuole continuare a essere un compagno di vita, non solo un caregiver.
La partecipazione è gratuita.
Vuoi un Sente-mente Caffè nel tuo territorio?
Il Caffè può nascere ovunque ci sia un Felicitatore® e una comunità pronta ad accoglierlo. Se sei un’associazione, un comune, una parrocchia o semplicemente una famiglia che lo vorrebbe vicino a casa, scrivici.
Le parole di chi ha vissuto il Sente-mente Caffè
Non mi sono sentita più sola e soprattutto mi hanno reso consapevole di agire nel miglior modo per la nostra mamma. Nella stretta di mano, nello sguardo sereno, ho proprio pensato che bisogna andare oltre l’impotenza, alla fatica quotidiana e alla rabbia che ci travolgono per essere consapevoli del presente e assaporare questi momenti.
Da quando è arrivata la diagnosi, avevo iniziato a guardare mia moglie attraverso quello che perdeva. Al Sente-Mente Caffè ho imparato a cercare quello che ancora è vivo: il sorriso, il con-tatto, il piacere di esserci insieme. Non è sparita la fatica. Sarebbe una bugia. Ma dentro la fatica è tornata una luce.
Pensavo che partecipare sarebbe stato doloroso. Avevo paura di vedere altre famiglie nella mia stessa situazione e di sentirmi ancora più fragile. Invece mi sono sentita capita, accompagnata, mai giudicata. Ho scoperto che non sono sola e che posso ancora vivere momenti belli con mio padre, anche se la sua memoria prende strade che io non conosco.
La cosa più potente è stata vedere mia mamma rispondere a un gesto, a una musica, a una carezza. Io cercavo parole. Lei aspettava presenza. Quel giorno ho capito che la relazione non era finita: chiedeva solo un linguaggio nuovo.”
Mi porto a casa una certezza semplice e enorme: posso smettere di correggere continuamente e iniziare ad accompagnare. Posso scegliere il tono, il respiro, il modo in cui entro nella stanza. Posso essere cura anche quando non so cosa dire.
Sente-mente® Laboratori
C’è un momento, nella vita di chi accompagna una persona con demenza, in cui la diagnosi sembra diventare il centro di tutto. Le giornate si riempiono di cose da fare: preparare, ricordare, controllare, proteggere. E, senza accorgersene, la relazione rischia di restringersi attorno alla fatica. Il Sente-mente® Laboratorio è un percorso esperienziale in cui i familiari imparano a guardare con occhi nuovi la persona che amano, scoprendo strumenti concreti per abitare la relazione, anche quando la demenza cambia parole, gesti e abitudini.
Cosa accade nei Sente-mente® Laboratori
Un percorso di 12 incontri, condotti da un Felicitatore® formato e abilitato nel Sente-mente® Modello. Ogni incontro apre una parola, un’esperienza, una possibilità: si alternano momenti di riflessione, esperienze pratiche, esercizi emotivi e relazionali, strumenti semplici da portare nella vita di ogni giorno. Si lavora su ciò che la fatica copre: la presenza, il tono della voce, il con-tatto, il respiro, lo sguardo, la capacità di accogliere le emozioni proprie e quelle della persona che vive con demenza. Serve imparare a “esserci con”. E questa, diciamocelo, è una rivoluzione gentile: di quelle che non fanno rumore, ma cambiano il modo in cui una famiglia attraversa la malattia.
Cosa si porta a casa
Dai Laboratori non si esce con una ricetta magica: la bacchetta lasciamola alle fiabe, qui abbiamo bisogno di cose vere. Si esce con strumenti da sperimentare nella settimana: piccoli gesti, attenzioni nuove, modalità diverse per vivere i comportamenti speciali, i momenti di confusione, le fatiche del sonno, dell’alimentazione, dell’affaccendamento, della comunicazione che cambia. Si impara a non restare prigionieri di ciò che la malattia toglie, ma a cercare ciò che ancora risponde, vibra, sente, desidera. La persona che ami non è finita dentro la diagnosi. Va solo incontrata in un altro modo.
A chi si rivolgono
- Familiari di persone che vivono con demenza.
- Per chi si sente solo.
- Per chi è stanco di sentirsi dire solo "deve avere pazienza".
- Per chi vuole strumenti, non frasi fatte.
- Per chi desidera continuare a essere figlio, marito, moglie, sorella, amico, compagno di vita. Non solo caregiver.
Perché partecipare
Perché la demenza cambia molte cose, ma non cancella il bisogno di amore, dignità, bellezza, relazione. Perché il cuore continua a sentire anche quando la mente fatica a ricordare. Perché ogni istante può diventare un’occasione per scegliere: reagire o respirare, correggere o accogliere, controllare o incontrare. E perché nessuna famiglia dovrebbe attraversare tutto questo da sola.
“Nessuno può permettersi di dire: non c’è più niente da fare. Nessuno può rubare la speranza ad una vita possibile fino all’ultimo istante.” –
– Letizia Espanoli
Vuoi portare i Sente-mente® Laboratori nel tuo territorio?
I Laboratori possono nascere dove una comunità sceglie di non lasciare sole le famiglie: Comuni, associazioni, parrocchie, enti del Terzo Settore, servizi sociali, realtà sanitarie o gruppi di cittadini che desiderano offrire un percorso concreto, umano e trasformativo. Se vuoi attivarne uno, CONTATTACI. Da qualche parte bisogna pur cominciare a cambiare la storia della demenza. Meglio da vicino a casa tua.
Testimonianze
Quando ho iniziato il Laboratorio ero stanca, arrabbiata e piena di paura. Vivevo ogni cambiamento come una perdita e ogni giornata come una prova da superare. Incontro dopo incontro ho imparato a guardare mio padre non solo attraverso la diagnosi, ma attraverso ciò che ancora vive in lui: le emozioni, il bisogno di contatto, la sua voglia di sentirsi riconosciuto. Non è sparita la fatica, ma è cambiato il mio modo di attraversarla. Oggi mi sento più presente, più serena, più capace di amare senza consumarmi.
Il Laboratorio mi ha insegnato che l’impotenza non è l’unica strada. Posso scegliere un gesto, un tono, un respiro, un modo diverso di esserci. Piccole cose, sì. Ma capaci di cambiare un’intera giornata.”
Il Laboratorio mi ha restituito una possibilità: non subire soltanto la demenza, ma scegliere come stare nella relazione.
Panchina Arancione della Speranza
La Panchina Arancione della Speranza è un segno visibile nello spazio pubblico: la dichiarazione di una comunità che sceglie di stare dalla parte della vita, oltre la demenza. Non un semplice arredo urbano, ma una presa di posizione che rompe il silenzio e lo stigma, e ricorda ogni giorno che la persona viene prima della malattia. L’arancione è il colore della speranza e dell’energia che non si arrende.
Porta la Panchina della Speranza nel tuo territorio
Ogni panchina racconta una scelta: quella di una comunità che decide di non lasciare sole le famiglie e di tenere accesa, anche in pubblico, una luce di possibilità. È un piccolo gesto fisico con un significato grande, perché trasforma uno spazio di tutti in un messaggio per tutti: qui la persona viene prima della malattia, sempre.
Vuoi una Panchina Arancione della Speranza nel tuo Comune?