E se nel nuovo ambiente non riuscisse a trovare la sua stanza perché tutte le porte sono identiche e prive di riferimenti personali? E volesse andare via dalla sala perché ci sono troppi suoni e voci? E se evitasse una specifica area perché un odore pungente di disinfettante gli ricorda una situazione spiacevole e gli causa agitazione?
Molti comportamenti della persona con demenza che vengono definiti “problematici” sono normali risposte umane a particolari sistemi di circostanze. E le domande che hai letto sopra, sono solo alcuni esempi di come l’ambiente possa influire profondamente sul comportamento e sul benessere delle persone con demenza. L’ambiente può rivelarsi pieno di insidie. Immagina di trovarti tra corridoi impersonali, arredi che parlano di funzionalità più che di vita e spazi che sembrano pensati per regole più che per persone. E ora immagina invece di trovarti in un luogo in cui ogni dettaglio è pensato per accoglierti, per dirti: “questo è il tuo posto, sei a casa”, un ambiente ricco di opportunità che offre possibilità di vivere gli spazi in sicurezza, capace di far sperimentare un senso di familiarità ed emozioni positive.
Progettare spazi di cura che rispondano ai bisogni e desideri delle persone con demenza, significa non solo migliorare la qualità di vita, ma anche favorire un contesto di serenità e sicurezza. Come riportato in uno studio australiano recente, i modelli di assistenza in piccole famiglie si distinguono per la loro capacità di creare spazi che promuovono autonomia, connessioni sociali e un senso di appartenenza. Questo tipo di progettazione va oltre l’estetica: è una vera e propria strategia di cura.
Dobbiamo dare umanità agli spazi, progettarli con intenzionalità.
L’ambiente nelle RSA è solo un contenitore della cura o un attore attivo? Quanta influenza può avere nello scatenare i comportamenti considerati “disturbanti” di alcuni residenti e viceversa quanto può, se pensato in modo gentile, essere terapeutico e agire come prevenzione?
Dove si nascondono le insidie dell’ambiente?
Ci sono caratteristiche ambientali che possono aggravare la confusione e il disagio delle persone con demenza:
- grandi sale polivalenti e corridoi senza uscita: questi spazi aumentano il senso di disorientamento e non favoriscono la comprensione visiva dell’ambiente;
- pavimenti inappropriati: i rivestimenti a trama grossolana possono risultare difficili da percorrere, mentre i pavimenti lucidi possono essere percepiti come bagnati o scivolosi, causando insicurezza;
- contrasti di colori e motivi eccessivi: elementi visivi molto pronunciati, come quadrati a scacchiera o linee ripetitive, possono essere interpretati erroneamente come cambiamenti di livello, provocando confusione o vertigini nelle persone con difficoltà nella percezione della profondità;
- cattivi contrasti tra pareti e pavimenti: contrasti visivi poco chiari o superfici altamente modellate possono influenzare negativamente l’equilibrio e l’orientamento.
L’ambiente pensato per le persone con demenza.
Progettare spazi che supportino persone con demenza significa considerare tanto gli aspetti di fruibilità e sicurezza, quanto quelli emotivi. Le persone con demenza desiderano ambienti che le facciano sentire a casa, spazi fruibili in sicurezza, da poter esplorare e che ispirino a vivere esperienze per loro di valore. Diventa essenziale pensare ad alcuni elementi fondamentali.
Familiarità e personalizzazione.
Un ambiente che evoca ricordi familiari può ridurre l’ansia. Oggetti personali, fotografie e arredi accoglienti aiutano a trasformare uno spazio in un luogo di appartenenza creando un legame emotivo che stimola benessere e autonomia.
La personalizzazione degli ambienti, basata sulla raccolta di informazioni biografiche e autobiografiche, trasforma le stanze da semplici spazi per riposare a luoghi ricchi di stimoli personalizzati. Elementi come bagni e salotti visibili, corridoi brevi e ben progettati, illuminazione adeguata e accesso sicuro a giardini stimolano orientamento, sicurezza e libertà.
Garantire la privacy.
La privacy gioca un ruolo fondamentale nel benessere delle persone con demenza, contribuendo a ridurre l’aggressività, l’agitazione e migliorando la qualità del sonno. La camera, in questo contesto, diventa un rifugio personale indispensabile, dove il silenzio e la solitudine possono favorire un ritmo di vita scandito dalla bellezza delle cose semplici.
Perché la privacy è importante?
- Offre un ambiente tranquillo per rilassarsi e allontanarsi dall’affollamento, spesso presente nelle aree comuni.
- Permette momenti di introspezione che, seppur accompagnati da malinconia, possono essere più salutari rispetto all’agitazione di spazi affollati.
La musica preferita può aggiungere valore ai momenti di privacy grazie:
- playlist personalizzate: gli animatori possono creare playlist nominative, con brani significativi per i residenti, da ascoltare con cuffie adeguate.
- Musica rilassante: proposta in momenti strategici, come quello dell’igiene e del bagno gentile, può aiutare a infondere calma e rilassamento, favorendo un’atmosfera serena.
Le ricerche ne evidenziano i benefici, quali il miglioramento del sonno e riduzione dell’agitazione, la creazione di ricordi emotivamente significativi, l’incremento della calma e del benessere durante la giornata.
Integrare questi elementi, come spazi dedicati alla privacy e l’uso intenzionale e ben pensato della musica, diventa fondamentale per promuovere serenità e qualità della vita.
Una dimensione domestica.
ambienti simili a una casa, con cucine e aree comuni a misura di piccole famiglie, creano un’atmosfera accogliente e riducono il senso di disorientamento e isolamento.
Gli ambienti progettati con caratteristiche familiari, come arredi accoglienti, elementi naturali e angoli dedicati a specifiche attività (ad esempio, lettura accanto a una libreria o rilassarsi davanti a un caminetto), promuovono indipendenza, benessere e interazione sociale. Studi dimostrano che queste soluzioni riducono agitazione e disorientamento, migliorano l’umore e favoriscono la qualità della vita.
La creazione di aree salotto e spazi di relazione, dove le persone possano scegliere come vivere il loro tempo, restituisce dignità e autonomia ai residenti. Evitare stanze impersonali o arredamenti troppo standardizzati è fondamentale per prevenire disturbi comportamentali e promuovere un ambiente rassicurante.
La temperatura confortevole dell’ambiente per la persona con demenza.
Hai mai riflettuto sulla temperatura degli ambienti nella residenza per anziani nella quali lavori e che cosa vogliono dirci le persone con demenza attraverso il loro comportamento rispetto a questo elemento?
Uno studio mette in evidenza che la qualità della vita dei residenti con demenza grave nelle case di cura è correlata a fattori ambientali quali temperatura, rumore e illuminazione (Garre-Olmo J., López-Pousa S., Turon-Estrada A., Juvinyà D., Ballester D., Vilalta-Franch J., 2012)
- è importante che le temperature medie interne sia tra i 20° e i 23°. I ricercatori hanno evidenziato che l’esposizione cumulativa a temperature oltre i 26° e inferiori a 20° è correlata all’insorgenza di disturbi del comportamento. I ricercatori hanno evidenziato che i punteggi di frequenza totale dei “disturbi del comportamento” risultano aumentare significativamente quando le temperature medie interne si spostano sopra i 22,6°;
- l’agitazione può quindi essere potenzialmente ridotta limitando la gamma di variazioni di temperatura dell’ambiente interno ed è importante garantire un ambiente termicamente confortevole per migliorare comfort e benessere.
Monitorare e avere cura di questi fattori ambientali può migliorare la qualità della vita delle persone con demenza.
Il ruolo dell’illuminazione negli spazi per anziani.
La luce rappresenta un elemento cruciale nella progettazione di spazi per persone con demenza. La maggior parte dei residenti con demenza vive in ambienti con livelli di illuminazione troppo bassi (<2.000 lux), con un impatto negativo sul benessere generale. Progettare spazi luminosi, integrando luce naturale e artificiale di alta qualità, è fondamentale per migliorare il comfort emotivo e cognitivo.
Un’illuminazione adeguata non solo stimola i ritmi circadiani, ma migliora anche la vigilanza, il sonno e riduce i sintomi comportamentali legati alla demenza. Ambienti con livelli di luce superiori a 2.500 lux fino a 10.000 lux, ottenuti con una progettazione mirata, possono contribuire a migliorare la qualità della vita.
Perché è così importante?
- Regola il ritmo circadiano e migliora la produzione di melatonina
- Favorisce un sonno più profondo e consolidato, riducendo irrequietezza e agitazione.
- Aumenta la vigilanza diurna, l’umore e le capacità cognitive.
- Diminuisce i comportamenti dirompenti e il disorientamento.
L’importanza di diffondere buoni odori nell’ambiente.
Hai mai sentito un odore sgradevole in una residenza per anziani e, senza accorgertene, hai provato un senso di disagio o fastidio che ha influenzato la tua percezione della struttura o del personale?
Uno studio ha dimostrato che il disgusto, indotto da odori, ambienti o ricordi spiacevoli, può rendere i giudizi morali più severi (S. Schnall, J. Haidt, A. Giordania, 2008).
Cosa significa per le RSA?
Gli odori corporei, quelli legati ai farmaci, alla cucina o all’igiene possono inconsciamente modificare il modo in cui familiari, operatori e visitatori giudicano il servizio di cura. Un cattivo odore può generare una sensazione di trascuratezza e mancanza di dignità, anche quando l’assistenza è eccellente. Gli operatori stessi, lavorando costantemente in ambienti con stimoli olfattivi forti, possono sviluppare un’insofferenza inconscia che incide sulla loro relazione con i residenti e la cura offerta.
Come trasformare questa consapevolezza in azione?
- Creando ambienti di cura attenti all’igiene olfattiva, attraverso una gestione proattiva degli spazi e dei protocolli di pulizia;
- Grazie alla formazione dedicata agli operatori, affinché siano consapevoli di quanto il contesto sensoriale possa influenzare il loro atteggiamento nei confronti dei residenti.
Gli spazi esterni: il giardino, una fonte di vita per residenti, operatori e famiglie.
I giardini terapeutici rappresentano una risorsa preziosa per le persone con demenza, i loro familiari e gli operatori sanitari. Come ricordava il professor Maria Francesco Antonini: “Per i nuclei Alzheimer, serve sempre un giardino”. Un giardino progettato per essere facilmente accessibile offre un ambiente sicuro in cui i residenti possono muoversi in libertà.
L’OMS definisce gli healing gardens come spazi verdi, esterni ma anche interni, creati per migliorare il benessere fisico, mentale e sociale. L’interazione con questi ambienti è particolarmente benefica per gli anziani con demenza:
- il giardinaggio indoor migliora il sonno, riduce l’agitazione, permette di sperimentarsi in nuove esperienze o poter vivere ciò che si è sempre fatto, potenziando memoria, attenzione e senso di responsabilità;
- riduce stress e agitazione: questi spazi promuovono interventi non farmacologici che aiutano a diminuire i comportamenti dirompenti e l’uso di psicofarmaci, oltre a migliorare il ritmo sonno-veglia;
- promuove autonomia e interazione sociale: Un giardino invita alla socializzazione, all’attività fisica e stimola i ricordi, fornendo una maggiore possibilità di scelte per i residenti.
Un giardino ben progettato offre uno spazio sicuro per passeggiare, riducendo il disorientamento e le cadute, inoltre:
- migliora la percezione del tempo grazie alla luce naturale e all’osservazione delle stagioni;
- accresce l’autonomia, l’autostima e un senso di calma e realizzazione;
- fornisce un rifugio tranquillo lontano dalle aree comuni, alleviando lo stress quotidiano.
I giardini sono una sinfonia di colori, profumi, suoni e vita naturale. Incorporano elementi come piante, uccelli e piccoli animali per offrire stimolazione sensoriale e combattere la monotonia (E.C. Brawely, 2005).
Progettare spazi verdi sicuri e accoglienti per persone con demenza significa restituire loro una parte importante della loro umanità, offrendo un ambiente che ricorda la vita prima dell’istituzionalizzazione e che favorisce una connessione profonda con la natura.
Idee e soluzioni pratiche alla tua portata.
Ecco cosa puoi fare accadere con il tuo team: rendi il cambiamento una realtà “spaziale”.
- Osserva il tuo ambiente. Prenditi un momento per guardarti intorno. Quali aspetti del tuo spazio di lavoro o della tua RSA favoriscono il benessere? E quali, invece, creano disagio o ostacolano il comfort?
- Progetta con cura e intenzione: pensa a un piccolo gesto che potrebbe trasformare il tuo ambiente in un luogo più accogliente e umano. Forse un angolo con fotografie che evocano ricordi, una pianta che porta un tocco di vita e che potresti affidare alla cura di un residente, o una sedia confortevole che invita alla conversazione. Ogni dettaglio conta.
- Coinvolgi il tuo team: condividi le tue idee con i tuoi colleghi. Esplorate insieme modi creativi per migliorare gli spazi che vivete quotidianamente. Anche il più piccolo cambiamento può avere un impatto enorme sul benessere di tutti.
- Diventiamo insieme architetti di ambienti che ispirano. Trasformiamo i luoghi dove viviamo e lavoriamo in spazi che non solo accolgono la vita, ma la arricchiscono ogni giorno. Perché ogni azione, anche la più piccola, può essere il primo passo verso un cambiamento più grande.
APPROFONDIMENTI
- L’articolo è ispirato al libro Dar casa al tempo fragile, di Ennio Ripamonti e Letizia Espanoli
- A tua disposizione un articolo di approfondimento per creare un ambiente gentile in RSA: un valore imprescindibile nella Cura
- La voce delle persone con demenza: Harry Urban e Kate Swaffer ci raccontano come vorrebbero che fosse la casa di riposo ideale in cui vivere.
- L’ambiente cura: creare spazi di vita per le persone con demenza nelle RSA
- Qui trovi lo studio di riferimento che riguarda temperatura, illuminazione, rumore nelle residenze per anziani
- Qui trovi lo studio che ha dimostrato che il disgusto, indotto da odori, ambienti o ricordi spiacevoli, può rendere i giudizi morali più severi



