“Ciao a tutti.
Accidenti, questi cambiamenti che mi stanno accadendo sono piuttosto difficili. Dopo aver effettuato la mia prima registrazione, ho dimenticato come comporre il numero, ho continuato a comporlo e quindi a premere il pulsante rosso e si spegneva. […]
Comunque, quello di cui volevo parlarti è la demenza.
I media vorrebbero farti credere che ti toglie davvero tanto. Io non sto cercando di denigrarla o dicendo che avere la demenza non abbia i suoi momenti terribili, perché lo fa davvero. Ma può darti così tanto, anche. Per la mia esperienza posso dirti questo: per tutto ciò che ho perso, ho guadagnato molto di più!
Le Zoomettes – gruppo virtuale di donne che vivono con la demenza e comunicano tra loro in video conversazioni – rappresenta per me la migliore delle opportunità, e grazie a questo gruppo ci ho davvero guadagnato! Nella mia demenza mi mancava tanto… ho sempre desiderato poter parlare di argomenti femminili con altre donne.
Penso che nelle Zoomettes l’unico aspetto che mi manca sia l’essere in grado di telefonare ed organizzare un ritrovo, ma ci sto lavorando. Desidero riuscire a fissare alcune date per fare visita alle mie sorelle Zoomettes e prendere un caffè insieme a loro. Questo è un piano per il futuro.
La mia vita sta cambiando con la demenza. Voglio ancora fare una campagna elettorale e mia figlia e la mia assistente mi stanno aiutando a portare avanti il mio impegno.
Ci tengo moltissimo anche a mantenere le amicizie che ho stretto e a sviluppare questo aspetto importante della mia vita, ecco ciò che volevo dire.
Volevo anche ringraziare le persone che finanziano “i diari di demenza”, perché senza i soldi non ci sarebbero diari e devo dire che registrare i diari è stata per me e per altre persone un’ancora di salvezza. Non ricordo il loro nome, perché lo hanno cambiato e non riesco mai a trovarli per twittarli.
Quanto vorrei che le persone smettessero di cambiare le cose, perché il mio cervello non riesce a tenere il passo con tutti questi cambiamenti.
Sì, ho la demenza. Ho anche un’altra condizione respiratoria a lungo termine ed entrambe mi pongono dei limiti, ma spero di poter vivere la mia esistenza al massimo fino all’ultimo e di morire a modo mio. Voglio vivere fino alla fine.“
Articolo scritto da Agnes Houston e tradotto da Patrizia Gottardi
Materiale a libero utilizzo della stampa



