Alzheimer: anche questa notte tutti svegli e sfiniti. Quale routine per un sonno tranquillo?

Danilo abita in una casa di campagna con la moglie Lucia. Sono pensionati e ora che i figli hanno lasciato “il nido”, trascorrono le giornate vivendo di valori semplici, gli stessi tramandati di generazione in generazione e seguendo il ciclo delle stagioni. La diagnosi di Alzheimer di Danilo ha sconvolto gran parte di quella che era la loro tranquilla quotidianità. Danilo non dorme quasi mai, ogni notte si sveglia diverse volte, si alza e gira per casa come se stesse cercando qualcosa senza mai trovarla. Lucia lo segue e osserva cosa fa, non riesce a comprendere questo nuovo comportamento di Danilo, si sente sfinita ed in lei si fa spazio la rabbia che alimenta la sua impotenza. Dove sono finite le domeniche a letto fino a tardi e quel caffè che arrivava insieme alle carezze di Danilo? Ora il suo unico desiderio è che Danilo dorma una notte intera, ma oggi questo sembra solo un lontano miraggio.
Il sonno è un bisogno fondamentale e trascorrere notti serene è importante per riuscire ad affrontare con energia ogni nuova giornata. Quando la persona che vive con demenza cambia la sua routine del sonno, rimanendo sveglia per gran parte della notte o alternando momenti di veglia ad altri di riposo, la sfida nello starle accanto diventa molto impegnativa.
Ti sarà forse già capitato che la persona che ami si alzi improvvisamente nel cuore della notte per andare al bagno. Tu scendi veloce dal letto, raggiungi il tuo caro e lo trovi in bagno mentre fa la pipì dentro la doccia, oppure seduto sul bidè o accovacciato in un angolo. Ogni tuo tentativo di spiegare che la pipì si fa sedendosi sul gabinetto non funziona, anzi il tuo caro ti guarda e, se insisti, si innervosisce. Potremmo fare molti esempi che raccontano una realtà che molti familiari vivono nelle loro lunghe notti insonni.
Durante la giornata, anche quando la persona di cui abbiamo cura si addormenta e fa uno o più pisolini, spesso il care partner non riesce a prendersi quel tempo per riposare un po’. Ci sono le faccende di casa da sbrigare e, cosa ancora più importante, nella mente si agita un pensiero: “se io mi addormento chi bada a lui?”. Ed è così che la stanchezza si accumula insieme ai sentimenti di rabbia, di frustrazione e d’impotenza, nutrendo tutti i sensi di colpa per i pensieri che vengono ad abitare nel giardino della mente: “sto facendo abbastanza per lui? Come posso provare così tanto rancore in certi momenti per la persona che amo? Avrei bisogno di aiuto, ma non voglio dare ulteriori preoccupazioni ai nostri figli. Come sarebbe bello tornare indietro nel tempo quando la vita era ricca di spensieratezza. Perché proprio a me? Perché proprio a noi?”
L’imprevedibilità della vita ci fa navigare in acque talvolta tranquille ed altre nei mari in tempesta, così accade anche quando accompagniamo i nostri cari che vivono con demenza. Per uscire dalla trappola dei sensi di colpa e d’impotenza possiamo esplorare le possibilità che offre una routine che conduce ad un sonno tranquillo.
Molti studi, anche dedicati alle persone che vivono con l’Alzheimer, dicono che per un buon ristoro sarebbe necessario il riposo notturno di sette-otto ore. Ciò arreca benefici ai nostri cari e a chi ne ha cura. Ecco allora alcune idee e suggerimenti per creare una routine del buon sonno:
- durante il giorno, magari coinvolgendo altri familiari e amici, esplora le opportunità di fare delle passeggiate, di far trascorrere loro del tempo insieme riprendendo le attività di una volta;
- prepara una cena leggera e prima di andare a letto, se noti che la persona di cui hai cura ha fame, offrile un bicchiere di latte caldo (o altra bevanda gradita), per creare un momento di rilassante complicità;
- dopo cena spegni la televisione e il telefono, abbassa le luci, leggi ad alta voce un libro, racconta una storia, sfogliate insieme una rivista, ascoltate insieme la vostra canzone preferita, tutto questo vi sarà utile ad evitare l’interferenza che possono innescare le “luci blu” degli schermi dei dispositivi elettronici;
- ritorna con la memoria alle abitudini passate della persona che vive con demenza e, ad esempio, se era solita fare un bagno caldo prima di andare a letto, offrile questa possibilità;
- fai in modo che nella camera da letto ci sia un ambiente fresco, privo di correnti d’aria.
Vivere momenti piacevoli favorisce la produzione di melatonina, ormone che stimola il sonno e facilita l’addormentamento.
E tu, come puoi ricaricarti di energia dopo una notte insonne e affrontare la giornata che senti già sarà impegnativa? Sperimentando i “pisolini virtuali”, sono pochi minuti che ti puoi dedicare quando senti la stanchezza salire:
- siediti in una posizione comoda, chiudi gli occhi e prendi tre profondi respiri, inspirando e poi rilasciando l’aria lentamente;
- continuando a tenere gli occhi chiusi, immagina di fare un pisolino rigenerante e lascia che la tua mente e il tuo corpo si rilassino;
- lascia fluire il tuo respiro ricordando la tua miglior dormita: la casa è tranquilla, tutto è a posto, i bambini stanno sognando, il tuo partner dorme senza russare, un piacevole silenzio avvolge tutto quanto. Al tuo risveglio sarai pronto ad affrontare un nuovo tempo in questa giornata;
- dì ad alta voce a te stesso “Quando aprirò gli occhi, mi sentirò rinfrescato e rinvigorito. Mi sentirò concentrato e vigile. Sarò pronto ad affrontare questo tempo con nuova energia”.
Sono 5 minuti solo per te, che puoi dedicarti anche più volte al giorno quando ne senti il bisogno.
Ogni “pisolino virtuale” ti permetterà di abbassare i livelli di cortisolo nel sangue e quindi abbassare lo stress che percepisci, dissiperà i pensieri depotenzianti, aumenterà la tua serenità e la tua curiosità per sperimentare nuove routine quotidiane per te e per la persona di cui hai cura.
Perché finisce sempre così.
Che ti addormenti.
Sorridi.
E io mi metto a guardarti come si guarda un dipinto.
Col desiderio di non comprenderlo mai fino in fondo.
Col desiderio di urlare la sua bellezza a tutto il mondo.
(Andrew Faber)
Nel mese di febbraio continueremo ad offrirti idee e suggerimenti per affrontare questa sfida e tornare a godere di un sonno ristoratore. Iscriviti e seguici nel gruppo Facebook Sente-mente® FormAzione e partecipa al webinar dedicato ai care partners del prossimo 1 marzo, al quale potrai accedere gratuitamente con le credenziali indicate nel volantino:

I felicitatori esperti della Scuola di Formazione Permanente per i Care partners saranno felici di accompagnarti in questo percorso nelle “11 cose che devi sapere per vivere la demenza in famiglia”: clicca sul titolo e scopri le tematiche e le date del percorso.
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