Il dolore se condiviso si dimezza. La gioia se condivisa si raddoppia. (San Tommaso)

 

 

Agnese rimane in un angolo della stanza, non vuole che nessuno le si avvicini. Ha il viso contratto e spesso si tocca la mano. L’operatrice si avvicina e con delicatezza le chiede cos’ha. Ma Agnese non lo sa dire, si arrabbia e manda via l’operatrice, la quale ha visto la mano leggermente gonfia, quindi inizia a capire l’atteggiamento di Agnese, forse ha dolore.

L’ oss compila la scheda Painad ( una scheda per la valutazione del dolore molto facile da compilare e immediata nel risultato) e le risulta un dolore di 6/10. avverte l’infermiera che le somministra una terapia antidolorifica al bisogno. Dopo circa 40 minuti la signora Agnese si alza dalla sedia e cerca il contatto con le persone all’interno del reparto.

Il dolore è assolutamente un fattore di disagio che scatena comportamenti speciali.

Importantissimo nelle persone che convivono con demenza e non sanno esprimersi con le parole, controllare quotidianamente la bocca, un afta, un dente cariato possono scatenare i più disparati comportamenti speciali. La protesi dentaria troppo mobile che non aderisce alle gengive, un semino tra le gengive danno fastidio e disagio e per chi non sa esprimersi con le parole offre qualche comportamento speciale quali irrequietezza, reattività o altro.

Altro luogo poco controllato sono i piedi. Una particolare attenzione la dobbiamo mettere nella scelta delle calzature. Se sono troppo strette, troppo larghe se hanno la suola troppo piatta se non sostengono, possono creare lesioni quali vescicole, arrossamenti, calli che impediscono il nostro caro di camminare bene, avere dolore e offrire comportamenti speciali. Possono continuare a togliersi le scarpe, a togliersi i calzini e non perché sono affaccendati, ma perché hanno dolore o disagio e ve lo stanno comunicando.

Come si può capire se il nostro caro o il nostro residente ha dolore?

Dipende dalla sua cognitività ci sono due scale che si possono compilare.

Se è ancora in grado di esprimersi e di capire c’è la VRS ( scala verbale ) si chiede se ha dolore e quanto il dolore va da assente a insopportabile, già con dolore moderato si deve intervenire farmacologicamente

 

 

 

 

Se la persona non è in grado di esprimere il suo dolore a parole è possibile somministrare la scheda PAINAD

Ci richiede di osservare il respiro, la vocalizzazione, l’espressione facciale, il linguaggio del corpo e la consolabilità, a queste voci si associa un punteggio, facendo la somma e il risultato è inferiore a 4 risulta che ha dolore lieve ma che non necessita di somministrazione di terapia antidolorifica

 

Questi due strumenti sono semplici, alla portata di tutti, sia famigliari che professionisti di cura.

Riconoscere il dolore nelle persone che con-vivono con dolore può cambiare la giornata.Immaginate voi con una forte emicrania, come state? Avete voglia di parlare? Avete voglia di mangiare, camminare, parlare ridere e scherzare?Io no! Ma dopo un antidolorifico, dopo essermi sdraiata nel letto, magari dopo essermi massaggiata la parte dolorante, sicuramente ho più voglia di socializzare e stare con gli altri

Lieve è il dolore che parla.
Il grande dolore è muto.
(Seneca)

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Vi aspetto a maggio con la terza area di ipotesi per riconoscere i comportamenti speciali:

“ la resistenza all’assistenza”