Il cibo nella nostra cultura è spesso considerato come fonte di piacere, di gratificazione, e vissuto come occasione d’incontro con le persone che amiamo. Rappresenta un momento di complicità per vivere istanti speciali.
A noi carpartners il compito di accogliere i segnali e trasformarli in opportunità nella relazione.
Ciascuno di noi sviluppa nel corso della propria vita delle abitudini alimentari che riguardano le preferenze per alcuni cibi, la quantità e il momento della giornata in cui concederci questo piacere. Queste abitudini si radicano dentro di noi e costituiscono una parte fondamentale della nostra vita anche quando subentra la diagnosi di demenza. Per comprendere le esigenze che il tuo caro manifesta è necessario porsi alcuni interrogativi:
- La sua storia alimentare: quali cibi sono irresistibili perché gli piacciono tantissimo? Ha sempre mangiato tanto? In porzioni abbondanti ai pasti principali? Facendo spuntini “golosi” o “salati” durante il giorno spesso e volentieri? O entrambi?
Se la sua preferenza è per i dolci, la pasta, il pane, ricchi in carboidrati e calorie, puoi provare a offrirglieli a colazione o a pranzo, quindi nella prima parte della giornata. Per equilibrare i nutrienti di cui il corpo ha bisogno si può proporre una spremuta d’arancia o un buon bicchiere di frutta frullata prima di iniziare a mangiare la colazione. La frutta frullata con la buccia favorisce il senso di sazietà e apporta fibre che altresì favoriscono il transito intestinale. A pranzo e a cena mangiare la verdura, cruda o cotta, in generose porzioni prima del primo piatto, riempie lo stomaco, evita la fermentazione in fase di digestione e favorisce il senso di pienezza che predispone a non abbuffarsi. In questa stagione anche un buon piatto di minestrone o passato di verdure caldo può essere un buon alleato. Ricordati che anche l’occhio vuole la sua parte: utilizza piatti più piccoli così le porzioni sembreranno più abbondanti e il piatto bello pieno.
- Chi ha sempre preparato i pasti per la famiglia?
Se ad esempio la tua mamma per tutta la vita si è occupata di preparare colazione, pranzo e cena per la famiglia, magari numerosa, e, oltre ad essere un’ottima cuoca era anche una buona forchetta, sicuramente sentirà forte il bisogno di continuare a cucinare per tutti. Coinvolgendola nella preparazione dei pasti, con le modalità e i tempi consoni alla sua autonomia, avrai l’opportunità di verificare quanto la sua abitudine di assaggiare ogni pietanza, oppure “sbocconcellare” mentre preparate, aumenta l’introito di calorie giornaliero e magari riuscire a contenerne le quantità o le calorie preparando appositamente degli stuzzichini ipocalorici.
- Gli orari: mangia solo ai pasti principali e fa uno spuntino a metà mattina o metà pomeriggio? Oppure ogni occasione è buona per cercare cibo durante la giornata? Di notte si alza per mangiare o ti dice di avere fame?
Se il tuo caro si alzava all’alba per andare a lavorare, potrebbe ora alzarsi presto e andare alla ricerca di cibo: fargli trovare in cucina della frutta, della verdura di stagione bollita a pezzi, delle gallette o qualcosa che era sua abitudine mangiare a colazione, soddisferà il suo bisogno e tu saprai cosa e quanto ha mangiato. Se era abituato a pranzare alle 12 in punto e a cenare alle 18 la sera, fai in modo di mantenere se puoi, gli orari, soprattutto se i cambiamenti d’orario innescano l’insorgere di comportamenti speciali, comportamenti che lui adotterà per farti comprendere che ha fame. Tali comportamenti possono spaziare da un crescente nervosismo o arrabbiatura a mettere in bocca oggetti non commestibili, ad andare in cerca di cibo nel frigorifero o negli armadietti della cucina o della dispensa.
- E se avesse effettivamente la necessità di mangiare di più?
L’attività fisica è una componente che spesso viene trascurata nell’analisi del comportamento alimentare di una persona anziana o che convive con la demenza. Camminare per molte ore durante la giornata aumenta il fabbisogno calorico del corpo, aumenta quindi l’appetito e anche la necessità di mangiare più spesso o con porzioni più abbondanti.
Hai mai pensato di far indossare un contapassi al tuo caro?
Molto spesso è una possibilità che non ci passa per la testa perché esce dagli schemi: il contapassi è roba da atleti, da giovani. Anche se ti sembrerà strano, ti stupirai di vedere la sera che magari la tua mamma ha fatto 25.000 passi dentro casa o al massimo con qualche uscita in giardino o la passeggiatina di poche centinaia di metri fino al panettiere. Nessuno pensa che rimanendo in casa una persona possa raggiungere un tale numero di passi: non è mica un maratoneta! Eppure con questo dato alla mano potrai adattare la sua dieta al dispendio calorico effettivo che sta vivendo riducendo la ricerca di cibo continua ed incontrollata.
Potrebbe accadere anche il contrario e vedere che alla sera il contapassi ha segnato 3.000 passi. In questo caso potrai cercare di stimolare il tuo caro a fare un po’ più di movimento o intervenire con una dieta che lavora sulle calorie. Il consiglio di un nutrizionista in questo caso è indispensabile per poter offrire una dieta adeguata alle esigenze nutrizionali, ricca nel gusto e magari suddivisa in piccoli e frequenti pasti ipocalorici durante la giornata.
- Passa la maggior parte del tempo di fronte alla televisione?
I programmi televisivi e la pubblicità che viene mandata in onda durante la giornata contengono molti elementi che creano stimolo all’assunzione di cibo: e se dopo aver visto il suo programma preferito ci alzassimo dalla poltrona e facessimo una breve passeggiata in giardino? O un’attività che concentra il nostro pensiero su qualcosa di diverso dal cibo? Le migliori attività da proporre sono quelle manuali e possono essere anche di breve durata, anche pochi minuti sono talvolta sufficienti per spostare l’attenzione su altro. Scegli i momenti nei quali guardare insieme dei documentari o programmi musicali che ama, e quando compare la pubblicità del cibo offrigli una bevanda calda il cui aroma catturi la sua attenzione e gli consenta di godere di questo momento speciale allontanando il desiderio di mangiare.
- I farmaci che sta prendendo hanno tra gli effetti collaterali l’aumento dell’appetito?
E’ importante segnalare al medico di famiglia qualsiasi variazione si manifesti nel periodo successivo all’assunzione di un farmaco rispetto al suo appetito e verificare insieme se tra i farmaci che assume alcuni possono favorire questo effetto collaterale, sarà sua cura cambiare il farmaco e, se ciò non fosse possibile, darti le indicazioni migliori per ridurre questo disagio.
- Rimane spesso da solo? Hai notato che si annoia spesso?
L’aspetto emotivo è molto importante per ciascuno di noi, se il tuo caro si trova in alcuni momenti della giornata da solo ed era solito nei momenti di noia concedersi degli spuntini molto frequenti, favorisci la possibilità di riempire quel tempo con attività che gli piacciono e lascia in vista dei bicchieri colorati riempiti con tisane profumate o dei succhi di frutta diluiti che possano smorzare in quel momento il suo desiderio di mangiare. La sensazione di avere sete diminuisce con l’avanzare dell’età o può non essere interpretata e sostituita con la sensazione di fame: hai presente quando senti quel “buchino” tipo “non ci vedo più dalla fame”? Spesso non è fame ma è sete non riconosciuta. Alternare spuntini a bevande calde o fredde, a seconda dei gusti, smorza la fame, favorisce una buona idratazione e non carica di calorie in eccesso.
Hai già il tuo quaderno dove tieni traccia di ciò che accade?
Ti sarà molto utile scrivere, come in un diario, quali cibi proposti sono stati graditi e in quale quantità sono stati offerti e poi mangiati, in quali orari, quali sono state le attività capaci di coinvolgere il tuo caro per allontanare il pensiero del cibo, e quali alternative sono state capaci di farvi vivere emozioni di complicità.
Ogni persona “sente” e vive la relazione con il cibo in modo personale, più notizie raccoglierai rispetto al suo stile alimentare, più scoprirai quante opportunità puoi offrire al tuo caro attraverso proposte capaci di soddisfare il suo piacere nel mangiare, aiutandolo a tenere sotto controllo la quantità e la qualità per mantenere e aumentare il suo benessere fisico ed emotivo.
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