«Si può nutrire, lavare e proteggere un corpo e spegnere, giorno dopo giorno, la persona che lo abita.» Questo libro nasce da una domanda che attraversa ogni luogo di cura: quanto spazio lasciamo alla vita della persona mentre ci occupiamo della sua assistenza? “Mettere” la persona al centro basta, se poi a decidere sono sempre gli orari, le procedure e le abitudini del servizio? La carne dell’anima accompagna professionisti, responsabili e familiari nel passaggio a una cura guidata dalla persona. Ricerca scientifica, storie, domande scomode e allenamenti concreti per riconoscere ciò che una persona continua a desiderare, esprimere e scegliere, anche quando vive con demenza.
Nelle RSA, gesti compiuti con competenza e buone intenzioni possono finire per sottrarre possibilità di scelta, identità e libertà. Succede quando il ritmo del servizio decide la giornata, quando un rifiuto diventa subito un problema, quando la protezione prende il posto dell’ascolto. Letizia Espanoli e Ilaria Filzi accompagnano il lettore dentro queste contraddizioni e aprono strade percorribili. Attraverso ricerca scientifica, storie di cura e strumenti di riflessione, esplorano come riconoscere la voce della persona anche quando cambia forma, sostenere le sue possibilità e costruire condizioni organizzative che rendano praticabile la Buona Cura.
Dentro il libro incontrerai:
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La «fabbrica dei bisogni»: quando una vita viene ridotta a diagnosi, prestazioni e compiti.
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Il significato dei rifiuti, dei gesti e delle espressioni che chiedono di essere ascoltati.
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L’identità e le possibilità che continuano a vivere oltre la diagnosi.
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Il passaggio dalla cura centrata sulla persona alla cura guidata dalla persona.
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Il ruolo della leadership, delle famiglie e dell’organizzazione nel rendere possibile questo cambiamento.
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Gli allenamenti «Ora cuci il tuo patchwork» accompagnano la lettura con domande e situazioni concrete da esplorare personalmente o insieme all’équipe.
A chi si rivolge
A operatori, infermieri, educatori, professionisti della cura, coordinatori, responsabili e direttori di RSA. Alle famiglie e a chi desidera contribuire a luoghi in cui la persona possa continuare a esprimere la propria direzione.
Un libro da leggere, sottolineare e portare nelle riunioni. Per cominciare a cambiare una domanda, una decisione, un gesto di cura.
