Quanto importante è saper coltivare la Calma? Senza questa abilità quanto rischi di avere comportamenti re-attivi ad ogni sollecitazione esterna? Intenzioni e risultati sono strettamente connessi, tuttavia la rabbia e la paura possono trasformare l’intenzione in re-azione ed allontanarti cosi
“Il nuovo ingresso è arrivato” mi hanno detto l’altro giorno in una residenza per anziani. Ed io ho risposto “Avete comprato dei mobili nuovi per l’atrio?”. Il direttore mi ha guardato ed è scoppiato a ridere aggiungendo “No, è arrivato
Ti lancio una sfida! Cosa ne dici di cominciare a considerare la “paura” come una potente alleata?
Forse la tua prima reazione sarà quella di affermare “Ma io non ho paura!” “Paura di che cosa”?
La tendenza che abbiamo è,
“Mi è venuto un infarto mentre ero al lavoro e questo ha dato il via all’intero effetto domino.
Quando mi fu diagnosticata la demenza avevo 55 anni.
Fondamentalmente ti dicono di tornare a casa e di mettere in ordine i
Natale è già passato ma la sua atmosfera aleggia ancora nei nostri cuori e in quelli dei nostri cari, complici la presenza delle decorazioni Natalizie che danno luce e calore alle nostre case e le tante occasioni di incontro con
“Prima del 3 marzo eravamo delle barchette di carta in un mare in tempesta e in quel mare stavamo per affogare noi e tutta la nostra famiglia.
In quel mare ci siamo andati dopo la diagnosi della malattia neurodegenerativa perché
Spesso i familiari, o le persone che offrono il loro aiuto a chi con- vive con la demenza, donano l’opportunità durante la doccia di poter lavare i capelli, ma non tutte le persone gradiscono questo approccio.
E’ molto importante conoscere
L’articolo riflette su come il fine vita nelle RSA possa diventare un autentico atto di cura, andando oltre la dimensione tecnica per valorizzare presenza, relazione e dignità. Affronta il tabù della morte, il ruolo delle emozioni degli operatori e l’importanza di piccoli gesti che restituiscono umanità. Sottolinea anche il bisogno di riconoscere il lutto dei residenti, trasformando la struttura in una comunità che accompagna fino all’ultimo respiro.
L’accoglienza in RSA è un momento delicato che coinvolge profondamente le famiglie. Questo articolo accompagna i familiari di una persona con demenza che scelgono l’accoglienza in RSA, a vedere la cura come un percorso condiviso, in cui il loro ruolo resta fondamentale. Attraverso riflessioni e strumenti concreti, emerge l’importanza della relazione, della fiducia e della collaborazione.
La caduta di un residente in RSA non è solo un evento clinico, ma un indicatore organizzativo che interroga cultura, processi e responsabilità. Cercare il colpevole alimenta paura e difesa; analizzare il sistema genera apprendimento e qualità. La prevenzione non passa dalla contenzione o dall’immobilizzazione, ma da un lavoro d’équipe che promuove movimento, autonomia e dignità.







