16/52: Reinventarsi dopo un fallimento è la miglior strategia possibile

La vita ci offre grandi gioie ma anche tante delusioni. E se queste diventassero il punto di partenza per un salto di qualità? Se fossero la strada attraverso la quale portare novità nella tua vita? Un articolo che percorre la strada nel campo delle possibilità: reinventarsi dopo un fallimento diventa così la miglior strategia possibile. Tra le righe anche due esercizi per allenare la capacità di reinventarsi.
Di fallimento in fallimento
Quando senti il peso del fallimento sulle tue spalle e brancoli nel buio delle responsabilità che ti senti addosso, ribaltare la situazione diventa difficile e vedere la luce in fondo al tunnel ancor di più. E più ti agiti per contrastare quella sensazione più diventi preda dei tuoi sensi di colpa, dei tuoi “avrei potuto” o “avrei dovuto”. In quella situazione il pensiero rimbalza tra il tuo senso di impotenza e le aspettative che tu stesso e altri avevate riposto nelle tue capacità e questo spesso diventa un pericoloso baratro che erode giorno dopo giorno la tua sicurezza, la tua volontà e la tua salute. E tu non ti senti all’altezza, ti senti sempre più solo e sei tentato di chiudere definitivamente quella situazione per non soffrire più.
Perchè il fallimento è un punto di partenza privilegiato
Eppure solo sbagliando si può trovare la strada. Trasformare un “riprova e sarai più fortunato” in un “riprova, e per tentativi ed errori domani sarai migliore di oggi” è la strada migliore. Essa, sulla lunga distanza, premia chi, con caparbietà, flessibilità e perseveranza, non si dà per vinto e cerca ogni strada possibile per avvicinarsi a un risultato desiderato.
Recenti studi di psicologia positiva hanno dimostrato che le esperienze difficili possono aumentare la crescita personale, il benessere e la felicità. Il fallimento, quindi, non deve necessariamente definire una persona o distruggere le sue prospettive. Esso può divenire trasformativo quando poniamo in essere comportamenti di adattamento, quando impariamo dalle esperienze e quando, sulla loro base, ricalibriamo con attenzione obiettivi e risultati attesi. Insomma il fallimento diventa una palestra dove un passo alla volta alleni la resilienza, fortifichi la tua determinazione ed ampli la gamma del possibile.
Dopo un fallimento reinventarsi è la miglior strategia
Capita anche a te di sentire la vita remarti contro, i tuoi sforzi inutili e il viaggio troppo faticoso? Proprio in quel momento è necessario fermarsi, ascoltare le emozioni presenti e ritarare un viaggio che, se continuato così, ci può accompagnare solo verso l’autodistruzione. Ecco allora per te un esercizio che, ripetuto quando l’intoppo si verifica nelle tue giornate ,può attivare consapevolezza e resilienza e, nei momenti duri, può rappresentare il “guardrail” che ti permette di continuare la tua corsa senza schiantarti. Fai così:
Momento difficile: cosa posso fare ora per…?
Quando i risultati ottenuti si discostano dai tuoi desideri è necessario fermarti e delimitare la strada intorno all’esperienza che crea disturbo e mina la tua autoefficacia:
- appena percepisci che il senso di impotenza sta prendendo il sopravvento, fermati un istante in un tempo di respiro un poco più lungo e lento, mentre ti posizioni nello spazio di potere che è presente tra lo stimolo (ciò che sta accadendo) e la risposta (come stai rispondendo alla situazione); stai lì in compagnia dell’aria che entra a portare freschezza dentro di te e quella che esce portando con sè i bollori che ti stanno attraversando
- abita ora lo spazio dentro alle tue emozioni: inspira e domandati “Cosa sto provando ora” ed espira mentre individui con attenzione la natura dell’emozione che ti attraversa. Sento impazienza, rabbia o risentimento? Oppure frustrazione, stanchezza o impotenza? Accogli ciò che arriva senza giudizio, prenditi se puoi qualche minuto (ma bastano anche pochi secondi), senti le mozioni che stanno sobbollendo dentro di te. Ripeti il ciclo per qualche respiro cercando di portare alla luce i veri motivi che infastidiscono, intralciano o rendono impossibile il raggiungimento del tuo risultato
- quando senti più chiarezza dentro di te, sei pronto a dare una lettura più reale del momento, una risposta più efficace alla situazione e un senso alla fatica che il risultato da perseguire ti richiede.
- inspira ancora un pò e fatti questa nuova domanda: “Cosa posso fare io ora per dare le migliori risposte a questa situazione?” E poi schiaccia l’acceleratore che il traguardo si avvicina.
Potrai così bilanciare meglio quell’attività, modificarla o decidere che è giunto il tempo di chiudere definitivamente l’esperienza. Ricorda che solo la morte è per sempre e tutto il resto, con l’attenzione e la perizia necessaria, può essere modificato.
Strategie per reinventarsi
Le scelte che fai sono il frutto del bilanciamento tra doveri e desideri, tra egoismo e generosità. Sono opposti che si attraggono, due facce della stessa medaglia che vanno sempre bilanciate perchè solo se trovi un equilibrio tra i tuoi desideri e quelli delle persone accanto a te puoi vivere una vita serena e appagante. Comprendi come le scelte fatte “tra i voglio e i devo” devono essere sempre guidate da una sensazione di base che senti buona e che, anche se tante volte costa fatica, impegno e flessibilità, sempre lascia in bocca il gusto della realizzazione.
In quest’ottica prenderti cura di un genitore anziano, impegnarti a fondo nello sport, accollarti un surplus di lavoro, voler dare il massimo negli studi, dedicarti al volontariato, far crescere al meglio i tuoi figli, essere un buon compagno o un buon collega diventa una sfida entusiasmante, coinvolgente ed appagante. Una prospettiva questa che ti chiede ad ogni “fallimento” (e stai sicuro che ce ne saranno) di reinventarti, riorganizzarti, ritarare i risultati attesi con la consapevolezza che “sbagliare è la capacità che solo chi osa può vantarsi di avere”.
Per te, ora, un’altro esercizio per trovare la capacità di uscire dall’empasse di uno stop inatteso, di una delusione che arriva improvvisa o di una fatica che sembra non finire mai. Una sorta di terreno drenante per porre in evidenza il tuo “perchè” più profondo che è la guida della tua essenza, del tuo essere speciale. Seguimi…
Ogni temporale ha il suo arcobaleno
Hai presente quando ti capita qualcosa di spiacevole e ti dici: “Capitano tutte a me!” Ecco quello è uno spunto da utilizzare per allenare la capacità di andare oltre ciò che di spiacevole sentiamo o ci accade.
- Ogni sera (scegli tu il momento migliore per te), e ti chiedo di farlo per tutta la settimana, fermati col tuo quaderno e una penna che scrive con un inchiostro morbido; lascia che il tuoi pensieri si fermino a ripercorrere un panorama spiacevole che ti sei trovato davanti
- Per un paio di minuti rispondi mentalmente ad alcune domande: “Era davvero così importante?” “C’era forse un’altra prospettiva?” “Avrei potuto agire diversamente?” “Era una questione di principio?” “Ho fatto del mio meglio?” “Posso fare di più?” Fallo senza giudicare e con il tono di un fratello maggiore che vuole proteggere
- E ora cambia la prospettiva, e guardando dentro allo stesso panorama, trasformati in un ricercatore di particolari nascosti che conferiscono una luce nuova a ciò che hai vissuto, guarda con occhi nuovi la situazione e scopri ciò che di speciale i tuoi occhi non aveva notato.
Riuscire a trovare, in ogni evento vissuto con negatività, almeno 5 spunti di bellezza è una capacità che alimenta la resilienza per vivere al meglio i tuoi giorni.
Quindi
imparare a reinventarsi nella quotidianità, attraverso gli imprevisti e le difficoltà che affiorano nelle nostre giornate è la miglior strategia possibile per allenare la capacità di attraversare gli eventi più faticosi che si presentano, senza possibilità di appello, nella vita.
A te la scelta se farcire il fallimento di emozioni depotenzianti o se impreziosirlo con azioni che ti portino verso il tuo migliore divenire.
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* Bibliografia
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